Appoggio e sostegno nel canto. Cosa sono?

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Eccoci alla terza puntata del PODCAST “SCOPRIRE LA VOCE”!

Cerchiamo di fare un po' di chiarezza

Quello di “appoggio e sostegno” è un argomento che genera spesso non poca confusione in molti cantanti e studenti di canto.

Io per prima, all’inizio del mio percorso, non avevo ben chiari questi due concetti poiché spesso vengono dati erroneamente per scontati, inoltre su di essi aleggiano numerosi luoghi comuni… 

Al di la di qualsiasi spiegazione tecnica, dobbiamo innanzitutto affidarci alle sensazioni e alle percezioni che si attivano durante la respirazione: sia nel momento di immissione dell’aria sia in quello dell’emissione.

  • Cosa accade dentro di noi? 
  • Come si comporta visivamente il nostro corpo durante queste due fasi? 
  • Quali muscoli si attivano e qual’è la loro funzione?

Si sente spesso parlare di diaframma e del fatto che bisogna cantare col diaframma…

Ma cos’è e soprattutto, quale ruolo svolge all’interno del meccanismo respiratorio? Cosa c’entra con l’appoggio e il sostegno del suono?

Ora, senza addentrarsi in modo arzigogolato con spiegazioni scientifiche ed anatomiche proviamo a fare alcune semplici considerazioni.

Ci basti sapere che il diaframma è un muscolo involontario, a forma di cupola, posto tra la cavità toracica e quella addominale, che si contrae (ovvero si abbassa) durante le fase di inspirazione e risale durante l’espirazione. 

DUNQUE, COS’È L’APPOGGIO?

Vediamolo prima da un punto di vista percettivo e sensoriale: 

Prova ad ispirare profondamente percependo l’addome che si espande a 360°(se può interessarti ne ho parlato in modo più approfondito nella prima puntata del podcast “Scoprire la voce”).

Questo tipo di respirazione viene chiamata costo-diaframmatica. 

Se ti concentri, noterai che la sensazione è quella dell’aria che letteralmente si “appoggia” e spinge verso il basso. 

Potrebbe aiutarti anche pensare di doverla “bere” facendola scendere giù nello stomaco.

Ma di fatto cosa accade? 

Perché percepiamo queste sensazioni? 

Le percepiamo perché i polmoni, rigonfiandosi d’aria, inducono il diaframma a contrarsi verso il basso, “costringendolo” in questa posizione fino alla fase successiva di espirazione.

Appoggiare significa quindi mantenere il diaframma, prima dell’attacco di un suono e attraverso la muscolatura intercostale, in questa posizione “abbassata”. 

Tutto ciò si attiva, come abbiamo detto in fase inspiratoria.

Arriviamo quindi al concetto di SOSTEGNO

Esso è legato alla fase espiratoria e di produzione del suono:

Se ci si appoggia da qualche parte dovrà esserci necessariamente qualcosa a sostenerci! 

Andremo quindi a percepire una “forza” opposta a quella precedente che, come abbiamo visto, aveva spinto l’aria verso il basso. La sua funzione sarà invece quella di sostenere il fiato riportandolo lentamente verso l’alto.

Pertanto il sostegno altro non è altro che l’azione controllata di risalita del diaframma, coadiuvata dalla muscolatura addominale, che sostiene l’aria nella sua lenta ascesa dai polmoni verso le corde vocali.

APPOGGIO e SOSTEGNO sono quindi due movimenti antagonisti: qualcosa appoggia verso il basso e qualcosa spinge/“sostiene” verso l’alto.

L’equilibrio tra queste due componenti determina la corretta emissione vocale.

Facciamo alcuni esempi che ci possano aiutare a “visualizzare” meglio questo meccanismo. 

Provia ad immaginare:

  • Un SACCO DI SABBIA appoggiato su una colonna: esso è sorretto in basso ma tenderà ad allargarsi e fuoriuscire verso l’esterno (se ci pensi, è esattamente ciò che succede all’addome durante l’inspirazione).
  • Il COPERCHIO DI UNA PENTOLA sostenuto dalla pressione del vapore che proviene dal basso.
  • Una SIRINGA con la punta rivolta verso l’alto: noterai che lo stantuffo sostiene e spinge il liquido in modo regolare e costante verso la punta dell’ago.

Cerchiamo di riassumere in poche i concetti di "appoggio" e "sostegno"

Prova a respirare e, contemporaneamente, visualizza tutti questi passaggi nella tua mente:

Ci troviamo nella fase inspiratoria.

  • i polmoni si riempiono e si espandono, 
  • il diaframma si abbassa facendosi spazio tra le viscere e provocando così il  rigonfiamento dell’addome,
  • l’aria scende e si appoggia verso il basso (concentrati su questa sensazione).

Rimani in “sospensione” per alcuni secondi cercando di mantenere la gola aperta (quindi senza chiudere la glottide) poi inizia la fase espiratoria: 

  • I polmoni iniziano a “sgonfiarsi” lentamente.
  • Il diaframma sale sostenuto dalla muscolatura addominale 
  • E l’aria, con un flusso costante procede verso l’alto.

Qualche esercizio...

Ecco alcuni esercizi che ti aiuteranno a percepire le sensazioni date dall’APPOGGIO e dal SOSTEGNO, essenziali per produrre dei suoni puliti e precisi.

Cominciamo!

  • Inspira profondamente immaginando l’aria che, come acqua, scende verso il basso espandendo l’addome a 360°. 
  • Rimani alcuni secondi in apnea e, successivamente, espira emettendo un sibilo costante attraverso una “S” (come se dovessi pronunciare la parola “Su” ma senza la vocale). 
  • Prima di iniziare l’espirazione contrai leggermente gli addominali della zona pelvica. Prova ad immaginare di dover allacciare dei jeans un po’ stretti. 
  • Il flusso d’aria dev’essere COSTANTE, senza interferenze o sobbalzi.
  • Prolunga il fiato per almeno una decina di secondi dando all’aria una certa intensità in modo che questa “S” non sia troppo debole ma, al contrario, sia ben sostenuta e presente. 
  • Durante l’emissione del fiato, dovresti percepire la sensazione del SOSTEGNO ovvero dell’aria che viene appunto sostenuta e spinta gradualmente verso l’alto.

Bene! Hai “fotografato” nella tua memoria queste sensazioni?

Se non lo hai fatto riprova l’esercizio ancora per un po’ finché non le avrai interiorizzate.

Ancora qualche suggerimento pratico

Ora, prova a ripetere l’esperimento ma questa volta utilizzando dei suoni, quindi:

  • Inspira,
  • Rimani alcuni secondi in apnea nella stessa modalità dell’esercizio precedente,
  • attiva gli addominali
  • ed espira, questa volta emettendo un suono sulla consonante “Z” imitando una zanzara (zzzzzzzz…..).
  • Cerca di mantenere questo suono alla stessa altezza (quindi sulla stessa nota) senza farlo oscillare o tremare.
  • Prova a mantenerlo per almeno 5 secondi.

Probabilmente, se non l’hai mai fatto, durante i primi tentativi potresti trovare un po’ di difficoltà, ma non preoccuparti! Vedrai che se continuerai ad esercitarti, andrà sempre meglio!

Riprova l’esercizio utilizzando anche altri suoni, per esempio:

  • facendo vibrare le labbra con in lip roll ed avendo sempre cura di produrre una nota ben timbrata e costante,
  • con il tongue trill, intonando una “R” prolungata (rrrrrrrr…), 
  • Ma poi anche semplicemente provare con le vocali, come per esempio la “I” o la “U”.

Spero di aver chiarito i tuoi dubbi riguardo ai concetti di appoggio e sostegno, e, se hai trovato l’argomento interessante, ti consiglio di leggere anche l’articolo “Come prepararsi prima di cantare“.

Se hai delle domande o vuoi esprimere il tuo parere sull’argomento lascia un commento qui in basso, sarò lieta di risponderti al più presto! 

CIAO ALLA PROSSIMA!

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