COME SI INTERPRETA UN BRANO?

Canto

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Eccoci alla nona puntata del PODCAST “SCOPRIRE LA VOCE”!

Come si interpreta un brano musicale?

In un articolo precedente (ecco qui il link) abbiamo visto i vari passaggi da intraprendere per imparare un brano ed interiorizzarlo dal punto di vista musicale, ovvero tutti gli aspetti riguardanti i parametri melodico-ritmici che possono creare difficoltà e incertezze all’inizio del percorso di apprendimento di una nuova canzone, non escludendo anche la comprensione e la pronuncia del testo.

Oggi passiamo allo step successivo! Una volta che avrai adeguatamente interiorizzato tutti questi aspetti “tecnici” del brano, potrai approfondire la parte interpretativa legata al testo e alle emozioni.

Ma quali sono gli elementi che renderanno convincente la tua interpretazione?

Sfruttare la tecnica per far emergere i sentimenti e le emozioni potrebbe in un primo momento sembrare contraddittorio, tuttavia è la strada giusta da percorrere.

Non preoccuparti se sei ancora un cantante “inesperto”, anche se ti trovi all’inizio del tuo percorso potrai comunque esprimerti e trasmettere un messaggio convincente attraverso il tuo canto. Basterà scegliere il brano più adatto a te e affidarsi alla giusta guida!

Ecco qualche consiglio su come utilizzare la tua vocalità a servizio dell’interpretazione:

Per interpretare un brano impara a gestire le dinamiche della tua voce

Ma cosa si intende esattamente per dinamiche?

In “gergo musicale” dinamica è tutto ciò che riguarda l’intensità del suono, ovvero i vari cambi di volume e modalità di emissione che si possono realizzare con il proprio strumento.

Essi vengono indicati dall’autore del brano con varie terminologie tra cui:  piano, pianissimo, forte, fortissimo, crescendo, diminuendo ed altre indicazioni poste sulla notazione musicale sempre per suggerire all’interprete come eseguire determinate note o gruppi di note.

Per realizzarle con la voce è necessario imparare a gestire adeguatamente il flusso d’aria attraverso un buon equilibrio tra appoggio e sostegno arrivando, poco alla volta, a padroneggiare diverse tipologie di emissione: dalle più leggere (falsetto, mix) a quelle, passami il termine, più spinte (belting, groul).

Questo ti permetterà di rendere certi passaggi del brano più o meno intensi e incisivi diversificandoli e mettendo in risalto ciò che vorrai comunicare.

Gioca quindi con le sfumature del tuo suono per meglio esprimere i tuoi stati d’animo e il significato del testo: in certi passaggi potresti aver bisogno di un suono più dolce, soffiato, in altri di un suono più graffiato, timbrato e via dicendo.

Utilizza le variazioni melodico-ritmiche per personalizzare la tua interpretazione

Come si interpreta un brano

Per capire bene questo concetto dobbiamo soffermarci un attimo a definire come si struttura generalmente una canzone.

Ogni brano presenta una particolare “impalcatura” che, sempre in gergo musicale, viene definita “forma” ovvero l’insieme di tutti i temi che la costituiscono.

Nell’ambito della musica pop-rock, nella maggior parte dei casi, esistono delle strutture “standard” che possono essere elencante nel modo seguente:

  • Intro (introduzione) – non sempre presente, essa può variare per tipologia e durata e spesso si presenta uguale all’outro (ovvero al finale).
  • Verse (le strofe) – nella prima strofa si iniziano ad esporre le tematiche del brano (è composta in genere da 8 misure o battute).
  • Chorus (ritornello) – anch’esso è costituito generalmente da 8 battute ed è la parte più orecchiabile di un brano. Il ritornello si ripete più volte durante la canzone e, dal punto di vista melodico-ritmico, si raggiunge il massimo grado di intensità.
  • Special (variazione) – Sempre di 8 battute, è un’elemento di novità all’interno del brano che va, per così dire, ad interromperne la routine catturando nuovamente l’attenzione dell’ascoltatore. Di solito è subito seguito dal ritornello.
  • Bridge (ponte) – nella maggior parte dei casi è intenso con la stessa accezione dello special ovvero una sezione del brano che non presenta analogie con strofa e ritornello. Tuttavia può anche indicare un elemento molto breve che viene utilizzato per collegare la melodia della strofa con quella del ritornello, proprio come suggerisce la parola stessa. Esso non è presente in tutti i brani.
  • Instrumental / solo (assolo strumentale) – è una parte del brano solo suonata, senza la voce. Anch’esso rappresenta un elemento di novità all’interno della canzone ed è spesso posizionato verso la fine, prima dell’ultimo ritornello.
  • Outro (finale) – come dice la parola stessa l’outro ha la funzione di concludere il brano e presenta caratteristiche simili all’intro.  Anch’esso non è sempre presente all’interno di una canzone. 

All’interno di questa impalcatura viene a crearsi la melodia e la struttura ritmica di un brano che è generalmente indicata dall’autore nella partitura. 

E qui torniamo alla questione iniziale: come posso rendere “personale” e unica una canzone durante la mia esecuzione? 

Certamente non possiamo stravolgere l’idea iniziale dell’autore cambiandone completamente i connotati ma, possiamo introdurre delle piccolissime variazioni dal punto di vista melodico o ritmico. Vale a dire cambiare alcune note della melodia o qualche accendo ritmico per rendere più dinamico il brano in alcune sue parti.

Generalmente, sarebbe consigliabile farlo a partire dalla metà del brano, poiché nella prima parte esso dovrebbe essere presentato, passami il termine, come “da copione”. Dalla metà in poi (quindi, per esempio, dopo il primo ritornello) possiamo iniziare ad introdurre delle variazioni “personalizzate”, legate al nostro gusto personale e a ciò che sentiamo in quel momento durante l’interpretazione. 

Le variazioni possono essere, per così dire, studiate a tavolino, quindi preparate a priori, oppure essere improvvisate e realizzate al momento, in base all’estro creativo del cantante.

Probabilmente all’inizio troverai difficoltà nel realizzarle, soprattutto se sei un principiante, ma non preoccuparti e, soprattutto, non scoraggiarti perché tutto andrà a consolidarsi con l’esercizio e la pratica.

Ecco ciò che mi sento di consigliarti:

  • Fatti guidare dal tuo insegnante durante l’ascolto dei brani in modo tale che possa aiutarti a cogliere i pattern musicali più utilizzati ed interiorizzarli attraverso vocalizzi ed esercizi.
  • Durante l’ascolto degli altri interpreti, all’inizio, imita le loro variazioni per acquisire nuovi elementi e spunti da utilizzare poi nelle tue interpretazioni.
  • Allo stesso tempo però non temere di “osare” e sperimentare cose nuove che potranno, in futuro, far risaltare la tua personalità.

Sfrutta il significato del testo per dar voce a ciò che senti di dover esprimere in un determinato brano

Cerca sempre di comprendere a fondo ciò che l’autore del brano vuole comunicare attraverso le parole, soprattutto se si tratta di una canzone in lingua straniera. 

Capire ciò che dici è essenziale anche per mettere in pratica i consigli precedenti e per rendere la tua interpretazione più convincente ed empatica.

Prima di trasmettere qualcosa agli altri devi emozionarti tu per primo!

Ascolta e osserva gli altri interpreti

Come si interpreta un brano

Come ti accennavo prima, prendi spunto anche dai grandi cantanti di successo, cerca di capire i loro punti di forza e il loro modo di porsi nel momento interpretativo. 

Fai tutto ciò senza però mettere da parte la tua personalità, essa dovrà arricchirsi ed incentivarsi con nuove idee che si aggiungeranno al tuo back ground musicale. 

A tal proposito, durante l’ascolto di un brano, ti consiglio di stampare il testo o lo spartito e di prendere nota sulla carta di tutto ciò che riesci a cogliere sia a livello musicale che emotivo. Cerca di captare tutto ciò che puoi, ogni sfumatura e dettaglio presente all’interno di una strofa, di una frase o, a volte, anche all’interno di una singola parola o sillaba. 

Per fare questo devi però immergerti in un ascolto attivo, concentrato e ripeterlo più volte in giorni differenti per cogliere, ad ogni sessione, qualcosa di nuovo e di diverso. 

Posso assicurarti che ti stupirai di quante cose possono emergere da un brano!

Non aver paura di chiedere un parere sulla tua interpretazione ad altre persone o al tuo insegnante

Questo è spesso un punto dolente per un artista o aspirante tale, poiché una delle paure più grandi  è quella di ricevere un giudizio negativo e di essere schernito per le proprie idee e per il proprio modo di esprimersi.

Tuttavia questo tarlo nasce solo da noi stessi ed è spesso difficile scrollarselo di dosso. 

Il consiglio che mi sento di darti è quello di rivolgerti, in un primo momento, a chi non ti crea “soggezione” chiedendogli un feedback e dei consigli sulla tua performance. Questa persona potrebbe essere il tuo vocal coach, un amico, un parente, chiunque tu ritenga idoneo nel darti un giudizio costruttivo. 

Non è necessario che sia un esperto di musica o di vocalità, molto spesso il parere di un “non addetto ai lavori” può risultare più efficace ed imparziale rispetto a quello di un professionista poiché rispecchierà la reazione di parte del pubblico a cui giungerà il tuo messaggio.

Registrati mentre canti

Scegliere una canzone

Ecco un altro punto critico che crea molto disagio…E fidati l’ho sperimentato sulla mia pelle! Riascoltare la propria voce parlata crea spesso una sorta di fastidio, figuriamoci la nostra voce cantata!

Ma puoi consolarti e soprattutto rincuorarti perché non sei il solo!

Io consiglio sempre ai miei allievi di registrarsi sia durante l’esecuzione di un brano sia quando eseguono esercizi e vocalizzi e, puntualmente, mi viene detto:

  • ma la mia voce non mi piace!
  • mi fa troppo strano riascoltarmi!
  • quando mi risento mi demoralizzo!

La mia risposta è sempre la stessa: è normale, non preoccuparti! In un primo momento avrai una sensazione di rigetto e disgusto ma poi, poco a poco, inizierai a conoscere la tua voce, ad apprezzarla e ad amarla così com’è, perché non esiste una voce uguale alla tua. 

Questo è proprio ciò che serve per imparare a scoprire il proprio suono, per capire come utilizzarlo e come prendersene cura.

Riascoltare la tua voce ti aiuterà sia a correggere errori “tecnici”, sia a valutare ciò che sei riuscito a trasmettere da un punto di vista emotivo.

Quando parlo di registrazione non mi riferisco soltanto all’audio, spesso può anche essere utile filmarsi durante il canto, poiché il linguaggio del corpo dice molto riguardo al nostro stato sia fisico che emotivo. Ci fa capire se siamo tesi o rilassati, se siamo noi stessi oppure se ci siamo sforzando di sembrare qualcos’altro, se abbiamo una postura corretta o se siamo “sbilanciati” e via dicendo.

Una volta che avrai superato la diffidenza di riascoltare e rivedere il tuo canto potrai capire tantissime cose, correggere errori tecnici e conoscere il tuo modo di esprimerti verificando se quest’ultimo è spontaneo o “costruito”.

Non cercare di “omologarti”, interpreta un brano ricordandoti sempre chi sei!

Se, in un primo momento, può essere utile a scopo didattico “imitare” l’esecuzione e l’interpretazione altrui, successivamente è fondamentale iniziare a “sperimentare” qualcosa di diverso, qualcosa che sia perfettamente in linea con la tua idea del brano. 

Come si inizia? Beh, semplicemente provando a modificare l’esecuzione partendo dalle nostre considerazioni e dalle nostre sensazioni. 

Mi spiego meglio: il cantante originale come ha eseguito quella parte del brano? Mi è piaciuta la sua interpretazione oppure io avrei fatto quel passaggio diversamente (magari introducendo o togliendo una variazione)? L’arrangiamento mi è piaciuto oppure esprimerei meglio la mia idea in una versione più “acustica” o con una diversa scelta strumentale e via dicendo.

Prova ad analizzare il brano distaccandoti dall’interpretazione originale e cerca di capire come tu vorresti veramente che fosse.

Certo potrà sicuramente capitare che ti troverai perfettamente “in accordo” con l’idea iniziale ma, anche in questo caso, certa di mantenere la tua personalità, non cercare di “cambiare” la voce per farla assomigliare il più possibile a quella del tuo cantante preferito. Mantieni l’esecuzione inalterata ma canta con il tuo suono!

Affidati al tuo istinto e mantieniti focalizzato sul brano

Come si interpreta un brano

Come si suol dire, a volte è molto più facile a farsi che a dirsi. Spesso le cose più semplici e istintive risultano essere le più vincenti e soprattutto le più convincenti. 

Non pensare di dover studiare a tavolino ogni cosa, ma lasciati andare e fatti guidare dalle tue sensazioni, dalla musica, dalle tue emozioni, vedrai che tutto filerà liscio e ti sorprenderai di come il tuo corpo, se non ostacolato da freni psicologici, reagisca in modo naturale e spontaneo agli stimoli esterni.

Prova ad improvvisare, se non te la senti in publico, fallo prima a casa, durante le tue sessioni di studio, nei momenti in cui sei più rilassato e sperimenta tutto ciò che ti viene in mente in quel determinato momento.

Se non ci hai mai provato forse è il tempo di iniziare! E non preoccuparti se sei ancora alle prime armi, fai cose semplici, spontanee, piccole e vedrai che poco alla volta nasceranno nuove idee che ti sproneranno a ricercare sempre quel qualcosa in più. 

Tutto questo ti permetterà, con il tempo, di crescere e di sviluppare la tua personalità.

Ad ogni modo, non preoccuparti se tutto ciò che ho detto finora ti sembra complesso e lontano dalle tue aspettative, il percorso della voce si costruisce passo dopo passo. 

Quindi vai per gradi ed inizialmente prova a mettere in pratica un punto per volta, non cercare di essere multitasking! Rischieresti solamente di andare in confusione e demoralizzarti!

Se hai altri dubbi sull’argomento non esitare a scrivimelo nei commenti, sarò ben lieta di chiarirteli!

Ci sentiamo presto, alla prossima! 😉

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