Parliamo di acuti...

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Prima di iniziare a parlare di questo argomento vorrei partire da una considerazione che è stata fatta sotto uno dei miei contenuti in cui si affermava che “Un suono acuto è più bello…”

Ho pensato che questa frase fosse un’ottimo spunto di riflessione quindi ho avviato un sondaggio per indagare se effettivamente questo pensiero fosse condiviso da più persone.

Il risultato del sondaggio è stato il seguente:

  • Si è vero: 0%
  • Non è vero: 20%
  • Dipende dal suono: 80%

Quindi, stando a questi dati, solo una piccola minoranza ritiene che le note alte siano effettivamente più belle “a priori” ma ciò nonostante, se ci pensi, sono il cruccio di quasi tutti coloro che vogliono imparare a cantare. Moltissimi allievi, durante le mie lezioni, lamentano la difficoltà di raggiungere i famigerati acuti e fremono dalla voglia di acquisire la giusta tecnica per riuscire a toccarli con facilità e senza fatica.

Riflettiamoci un attimo…In base a quali parametri possiamo definire un suono bello o meno bello?

  • L’altezza della nota? (La frequenza).
  • Il volume del suono? La sua potenza o leggerezza? (L’intensità). 
  • Il timbro? Ovvero il colore che caratterizza quel suono e quella particolare voce.
  • Oppure la percezione individuale? Quindi il gusto personale di chi ascolta?

Con quale criterio possiamo definire una voce come quella di Mariah Carey, una delle regine delle whistle notes, più bella della voce di Barry White, molto profonda ed espressiva?

Io credo che la bellezza di ogni voce umana stia proprio nel fatto che le possibilità di espressione siano infinite. Nel canto o parlato, possiamo avvalerci di innumerevoli sfumature e colori solamente modificando le strutture che sono adibite alla produzione del suono.

Quindi….Se per te è più appagante cantare negli acuti o sovracuti va benissimo! Se ti trovi invece più a tuo agio con i suoni “di petto” non c’è nulla di male! Ma non è nemmeno sbagliato adoperarsi per ricercare qualcosa di nuovo, qualcosa che non abbiamo ancora fatto o provato con il nostro strumento, perché spesso si ritiene di avere dei “limiti” che oggettivamente non ci sono.

Solo se sperimenti hai la possibilità di crescere e godere ancora di più della bellezza della tua voce!

Se invece ti fermi perché ritieni di essere già arrivatə o di non essere in grado di produrre un determinato suono potresti perdere qualcosa di meraviglioso e unico.

Ma torniamo a noi…

Gli acuti, altrimenti detti note alte, perché spesso creano così tanti problemi e come si affrontano?

Innanzi tutto il concetto di acuto è relativo al tipo di voce che lo produce, l’acuto di un baritono non è ovviamente un acuto per un soprano, e lo stesso dicasi per i suoni gravi. Quindi, di fatto, ci si riferisce alle frequenze più alte che una voce può produrre all’interno della propria estensione e tessitura.

Detto ciò, esistono delle persone che sono naturalmente portate, già da subito, a produrre con facilità questi suoni rispetto ad altre ma la maggior parte necessita di un’educazione vocale prima di riuscire a toccare certi suoni senza spingere o forzare la voce, quindi all’inizio è sempre meglio muoversi con prudenza e mettersi sotto la guida di un insegnante che possa monitorare, volta per volta, la nostra esecuzione.

Un altro sondaggio che ho proposto…

Per indagare il pensiero e le esigenze più comuni in termini di voce, è stato capire quale fosse la maggiore difficoltà riscontrata all’inizio dello studio di un brano. Anche in questo caso a far da padroni sono stati proprio gli acuti insieme alla scelta della tonalità.

C’è da dire che in parte queste due cose sono collegate. Quando inizi a studiare una nuova canzone e trovi difficoltà negli acuti la prima cosa da fare è proprio quella di verificare la tonalità. Cioè capire se l’estensione della canzone è adatta al tuo tipo di voce. Se questa è al di fuori del tuo range è ovvio che troverai difficoltà nel cantare le note alte, ti risulteranno scomode e faticose. Quindi in questo caso la soluzione è proprio quella di abbassare la tonalità del brano e adattarla alla tua voce.

Se invece la tonalità è corretta ma riscontri comunque difficoltà nel gestire le note più alte, allora sarà opportuno lavorare proprio sulla tecnica vocale. Non c’è niente da fare, non ci sono scorciatoie, non ci sono trucchetti!

Sicuramente è molto importante non “improvvisarsi”

Fatti sempre aiutare da un insegnante che possa indicarti degli esercizi specifici per lavorare sulla voce di testa, sul mix, il Belting in modo corretto ma soprattutto sano! Perché esistono vari modi per cantare le note alte e l’obiettivo è proprio quello di diventare coscienti e padroni del proprio strumento al fine di poter decidere in che modo eseguire un determinato suono.

In rete sono presenti molti tutorial e vocalizzi che dovrebbero agevolare il raggiungimento degli acuti tuttavia non è detto che quegli esercizi siano adatti alla tua vocalità e, se li eseguirai come autodidatta, non potrai mai verificare se la tua esecuzione sarà corretta tecnicamente. Se continuerai ad allenarti in modo non idoneo su emissioni particolarmente energiche come il belting,  potresti anche  rischiare di farti male, quindi attenzione!

Consiglio spassionato…

Fatti sempre seguire da un vocal coach. In questo modo sarai sicurə di fare gli esercizi adatti a te e alla tua vocalità ma soprattutto avrai la possibilità di essere supervisionatə durante la tua esecuzione.

La questione degli acuti non può essere sviscerata in poche righe

Per capire in modo profondo le modalità di emissione di un suono è necessario acquisire consapevolezza del proprio strumento gradualmente, attraverso molta pratica, eseguendo molti esercizi e sperimentando le varie possibilità che il nostro strumento ci fornisce.

Questo tuttavia, non lo puoi fare in in poche settimane o in qualche mese…Io credo che la scoperta della voce sia un qualcosa in continuo divenire, perché le sfumature che puoi creare sono veramente infinite.

Un suono acuto può essere prodotto in modo leggero, utilizzando la voce di testa o il falsetto, oppure in modo più energico avvalendosi del mix o il Belting ma tra un tipo di missione e l’altra ci sono tantissime variabili che puoi scoprire solamente con il tempo e la pratica.

Esistono molte scuole, molti metodi e correnti di pensiero che si occupano di canto e vocalità ma questo genera spesso confusione soprattutto per chi si trova all’inizio del proprio percorso.  L’importante è rimanere sempre focalizzati sui propri obiettivi e soprattutto sulla motivazione che ci ha spinto ad iniziare.

Se ti trovi in difficoltà con gli acuti, con il passaggio o qualsiasi altra cosa che ti ostacola nel canto, la soluzione non è mai mollare o dire: “ok questa cosa non fa per me, non sono portatə quindi lascio perdere…”.

NO! Provare e riprovare!

La soluzione è proprio quella di continuare a ricercare. Se qualcosa non funziona sperimenta, chiedi aiuto oppure modifica la tua modalità di approccio ma rimani sempre focalizzatə sul pezzo perché prima o poi la situazione si sblocca. Questo è poco ma sicuro! 😉

Ciò che potrebbe crearti veramente degli impedimenti nell’emissione vocale è di natura fisiologica, ovvero tutte quelle problematiche e patologie che intaccano la laringe e le corde vocali. Tuttavia queste sono delle eccezioni che possono essere risolvibili o meno attraverso le giuste cure mediche.

Tu cosa ne pensi?

Qual è il tuo rapporto con gli acuti?

Ti sei sempre trovatə a tuo agio nell’eseguirli o oppure ottenuto questa skill con il tempo?

Se ti va fammelo sapere nei commenti!

Se vuoi iniziare un percorso per scoprire la tua voce e le sue potenzialità dai un’occhiata a questa pagina e, se ti va, prenota una call conoscitiva gratuita 😊

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