Riscaldamento vocale. Cosa c'è da sapere

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Il quarto episodio del PODCAST “SCOPRIRE LA VOCE”! 

In questo articolo andremo ad approfondire un argomento che sta molto a cuore ai cantanti e a tutti coloro che lavorano con la voce: Il riscaldamento vocale. Cos’è e come deve essere fatto per garantire una buona prestazione vocale dall’inizio alla fine? Ecco come fare!

Che cos'è e a cosa serve il riscaldamento vocale?

Riguardo a questo argomento vi sono svariate correnti di pensiero, diverse metodologie e altrettante teorie basate sull’esperienza di medici, cantanti, logopedisti e via dicendo.

Ciò che però risulta essere concordato da tutti, è il fatto che il riscaldamento vocale è una pratica che dovrebbe far sempre parte della routine quotidiana di un cantante o di chi utilizza la voce in modo professionale.

Tutto ciò a prescindere dal metodo o dalla tipologia di esercizi che si decide di praticare.

D’altronde, se provi a pensarci, anche quando pratichi un qualsiasi tipo di sport, effettui degli esercizi che ti permettono di preparare il fisico adeguatamente prima della prestazione.

La laringe (e conseguentemente la voce) non è esclusa, poiché è parte integrante del nostro corpo ed è composta da muscoli, tessuti e cartilagini.

Le prestazioni vocali saranno quindi indubbiamente migliori se prima c’è stata una preparazione adeguata.

Il riscaldamento prima del canto è un passaggio che non può essere bypassato!

Il riscaldamento vocale, può considerarsi tranquillamente come uno stretching che va a preparare e ad allungare i nostri muscoli fonatori preservandoli da possibili “traumi”.

Si tratta quindi di effettuare un vero e proprio riscaldamento muscolare della voce che riduca le tensioni e garantisca una performance vocale migliore.

Non riscaldare la voce prima di cantare significa sottoporre il nostro organo fonatorio a stress e irrigidimento che inibiscono e ostacolano la nostra prestazione.

Pertanto le conseguenze saranno:

  • Sentirai un maggiore “sforzo” vocale per ottenere l’effetto desiderato.
  • Percepirai una sensazione di affaticamento che potrebbe diminuire i tempi della tua esibizione. 

Una precisazione: riscaldamento e vocalizzo

È possibile operare un distinguo tra “riscaldamento vocale” e “vocalizzo” vero e proprio.

Come abbiamo visto il primo dei due termini riguarda, nello specifico, la preparazione per così dire “fisica” e muscolare della voce. Il secondo è più legato invece alla “tecnica” vocale e al perfezionamento di quest’ultima.

I vocalizzi possono essere di varie tipologie e funzionali a specifici scopi a seconda dell’aspetto su cui si desidera maggiormente lavorare: estensione e agilità vocale, attacco del suono, esercizi per uniformare i passaggi di registro, intonazione e via dicendo.

Questi ultimi vengono generalmente eseguiti dopo un primo “riscaldamento” o almeno idealmente sarebbe opportuno agire in questa direzione.

Prima di iniziare il riscaldamento...

È importante ricordare che prima di eseguire il riscaldamento vocale e i vocalizzi veri e propri, è fortemente consigliata la pratica, per alcuni minuti, di esercizi posturali nonché di rilassamento e stretching per tutto il corpo.

Questi andranno a distendere la muscolatura e a predisporre tutto il tuo fisico a sostenere e agevolare la respirazione e, conseguentemente, l’emissione sonora.

Al contrario, la rigidità della mandibola, del collo e delle spalle, ostacolerà il lavoro che avviene a livello laringeo e renderà molto difficoltosa la tua performance.

Senza addentrarmi troppo in merito a questo argomento, in quanto si aprirebbe una parentesi troppo ampia che ci condurrebbe fuori dalla nostra trattazione, voglio fornirti solo qualche esempio di come potresti mettere in atto questo riscaldamento corporeo.

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Esercizi di rilassamento, riscaldamento e stretching:

  • Circonduzioni delle caviglie, delle ginocchia e del bacino.
  • Circonduzioni delle spalle e del collo.
  • Affondi e piegamenti con le gambe.
  • Esercizi di allungamento e posturali (per raddrizzare la colonna vertebrale eliminando la convessità che spesso si riscontra a livello lombare e che ostacola la corretta respirazione).
  • Attività aerobiche per favorire la circolazione sanguigna ed attivare la muscolatura.
  • Pratiche per il rilassamento e per l’elasticità della mandibola e della lingua (sbadigli, massaggio delle guance ecc.)

Tutti questi esercizi possono essere svolti in svariati modi e abbinati a quelli di respirazione costo – diaframmatica.

Come abbiamo visto, qualsiasi tipo di attività fisica prevede un riscaldamento preliminare. Se pratichi uno sport, potresti prendere spunto dagli esercizi che svolgi durante la preparazione prima dell’allenamento e applicarli anche al canto.

Per ulteriori spunti, dai un’occhiata anche all’articolo “Come prepararsi prima di cantare”.

In che modalità vanno eseguiti quindi gli esercizi vocali di riscaldamento?

Non esiste una serie ideale e universale di vocalizzi da fare, perché ogni individuo ha possibilità vocali ed esigenze diverse che mutano in base all’età, alla padronanza tecnica e alla conformazione fisica.

Ogni esercizio, inoltre, ha una sua funzione e finalità ben precise poiché ti permette di concentrarti su un particolare aspetto della tua voce. Essi sono suddivisi in base alla difficoltà esecutiva e all’area di azione su cui lavorano.

Cerca quindi di crearti un iter PERSONALE di esercizi giornalieri che abbiano una loro sequenza ben precisa e, se non hai a disposizione un pianoforte o una tastiera, fatti dare dal tuo insegnante delle basi per eseguirli in modo agevole.

L’ideale sarebbe avere un programma settimanale di esercizi mirati scelti in base a quanto fatto a lezione e in base all’aspetto su cui desideri lavorare maggiormente quella determinata settimana.

Nel momento in cui avrai scelto il tuo “pacchetto” di vocalizzi procedi in questo modo:

  • Inizia a scaldare la voce partendo dalle note centrali del tuo range vocale, non spingere e non “calcare” il suono.
  • Concentrati sulle sensazioni vibratorie che percepisci nella zona della maschera (suono “in avanti”).
  • Ammorbidisci gli attacchi (attenzione al così detto “colpo di glottide”).
  • Rilassa la mandibola lasciandola cadere morbidamente verso il basso.

Ecco alcune tipologie di esercizi

1. HUMMING - IL "MUTO"

È un vocalizzo “muto” che avviene senza l’emissione del suono, ovvero della vocale. Esso è particolarmente indicato per allenare la percezione del suono in maschera (“in avanti”).

Si può realizzare sostanzialmente in due modalità:

1. A bocca chiusa, rilassando completamente le zone all’interno del cavo orale. Non irrigidire la mandibola e cerca di evitare di produrre “smorfie” con la bocca, con la muscolatura del volto e del collo.

2. Attraverso il cosiddetto “KING” (o “Sing”, visto che stiamo cantando…) sfruttando la posizione che ci viene data dalle due consonanti “NG”. In questo caso andrai a realizzare un vocalizzo muto mantenendo però la posizione della bocca leggermente aperta.

Anche in questa modalità cerca di evitare smorfie con la bocca e con la mandibola, non devi imitare il ruggito di un leone!

Se provi a pronunciare la parola “king” noterai che il dorso della lingua andrà a chiudere il palato bloccando il passaggio alla vocale mentre la punta della lingua andrà a sfiorare gli incisivi inferiori (quindi non come la parola “nano” o “naso” in cui avviene esattamente l’opposto).

Alcuni consigli:

Fai attenzione a produrre un suono ben posizionato in avanti! Se percepisci una sensazione sgradevole come se ti stessi “strozzando” (e anche il suono risulta sgradevole) significa che stai “chiudendo” la gola e ostacolando il fluido passaggio dell’aria attraverso la laringe.

Concentrati sulle “sensazioni vibratorie” che andranno a posizionarsi in corrispondenza delle labbra e delle zone adiacenti alle narici e agli zigomi  (puoi percepire anche sensazioni di formicolio e solletico) che ti faranno capire che il suono è ben proiettato.

Potresti anche esercitarti a portare il suono prima “in avanti” e poi “indietro” per constatare la differenza a livello percettivo e sonoro delle due modalità.

Questi vocalizzi possono essere applicati in un primo momento su piccoli intervalli di seconda o di terza, poi, quando ti sentirai più sicuro, potrai ampliare il range anche su quinte, ottave e glissati. Dai un’occhiata a questo video: Esercizio pratico sul “MUTO” (Humming).

2. PASSAGGIO DAL MUTO ALLA VOCALE

Questo è un esercizio molto utile per percepire e stabilizzare la posizione del suono nella zona della maschera, ovvero ben in avanti. Non devi far altro che  “aprire” il suono muto “KING” nella vocale, per esempio la  “I”.

Inizialmente potrai trovare difficoltà a capirne la modalità di esecuzione ma non  perderti d’animo, è più semplice di ciò che sembra!

Per eseguirlo non dovrai fare altro che produrre il suono muto “king” cercando di percepirlo bene nella zona della maschera, dopo di che in maniera molto graduale e molto lentamente passare da questo suono “muto” alla vocale “I”.

Per realizzare tutto ciò dovrai “scostare” (staccare) lentamente la lingua dal palato in modo tale che gradualmente si crei un’apertura per il suono e la vocale possa quindi uscire fuori.

Cerca di effettuare questo passaggio nel modo più lento possibile allo scopo di percepire bene la posizione del suono in maschera e mantenerla dal muto alla vocale.

In questo modo sarai già predisposto “internamente” (ovvero con la posizione interna della bocca e del palato) nel produrre un suono ben direzionato e posizionato in avanti.

Guarda il video correlato: Dal “King” alla vocale “I”.

3. LIP ROLL/TONGUE TRILL

Questi esercizi sono molto funzionali sia per quanto riguarda l’attivazione della respirazione (appoggio e sostegno del suono) sia per quanto riguarda la percezione e la proiezione del suono in avanti, nella zona della maschera.

Essi sono da considerarsi inoltre un ottimo stretching per le nostre corde vocali poiché facilitano il loro allungamento senza creare tensioni alla gola.

Se farai questi vocalizzi con costanza ed in modo corretto otterrai dei risultati tangibili  e in breve tempo!

Ecco come realizzarli:

Il lip roll

  • Innanzi tutto è necessario attivare la respirazione costo – diaframmatica (espansione a 360° dell’addome) garantendo un flusso d’aria costante che viene spinta dal basso verso l’alto e verso avanti.
  • Dopo di che devi far vibrare le labbra (lip roll) producendo una sorta di brrrrrrr o la lingua (tongue trill) in modo costante e regolare allo scopo di ottenere un suono fluido che possa muoversi attraverso intervalli più o meno ampi.
  • Devi essere molto rilassato, specialmente nella zona delle guance e delle labbra. Non irrigidire facendo “smorfie” o contraendo i muscoli facciali altrimenti la vibrazione delle labbra o della lingua non si attiva.
  • Protrai delicatamente le labbra verso avanti come se dovessi fare un selfie e prova a farle vibrare. Se trovi difficoltà a rilassarti prova ad aiutarti con due dita posizionate tra le due arcate dentarie premendo leggermente le guance. Questo dovrebbe aiutarti a rilassare la muscolatura e a produrre quindi la vibrazione con maggior facilità.
  • Attenzione a non produrre un suono troppo arioso (non imitare il cavallo!), esso deve essere al contrario ben timbrato, rotondo e pieno. Se percepisci aria nel suono che emetti significa che non stai eseguendo l’esercizio correttamente.
  • Se avverti un formicolio o solletico nella zona delle labbra ed intorno ad esse è tutto ok, significa che stai percependo le vibrazioni del suono nell’area della maschera.

Il tongue trill

  • Segue le medesime “regole” e finalità del lip roll soltanto che la vibrazione proviene dalla lingua anziché dalle labbra. In questo caso non devi far altro che prolungare il suono della consonante “R” in una“rrrrrrrr” che andrà ad “intonare” il vocalizzo che avrai scelto di realizzare.
  • Fai attenzione che anche in questo caso l’aria deve essere ben “lanciata” dal basso verso l’alto e il suono deve essere ben timbrato (ovvero non arioso) e protratto in avanti.

Questi sono esercizi estremamente funzionali anche perché ti aiuteranno ad esplorare tutto il tuo registro vocale, dalle note più basse alle note più acute (che “in voce normale” credi di non poter raggiungere).

Tutto ciò, se eseguito in modo corretto, avverrà in completa assenza di tensione!

Per esercitarti potrebbe esserti utile anche questo video: Esercizio pratico sul lip roll.

4. ESERCIZIO DELLA CANNUCCIA

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Puoi eseguire questo esercizio con una cannuccia vera oppure, se sei un ecologista, puoi semplicemente immaginare di averla.

  • Inspira immaginando di dover iniziare uno sbadiglio poi espira soffiando dentro la cannuccia o come se dovessi farlo.
  • Durante l’espirazione emetti anche un suono tenendolo inizialmente su di un’unica nota, comoda per la tua estensione.
  • In un secondo momento prova a “muovere” questo vocalizzo, ovvero iniziando a variare le note, anche attraverso dei glissati.

Questo esercizio ti sarà utile per lavorare sulla risonanza in quanto ti aiuterà a rendere i tuoi suoni più rotondi e pieni. Inoltre ti permetterà anche di allenarti con la respirazione costo-diaframmatica per la gestione del flusso d’aria.

5. IL VOCAL FRY

Il vocal fry è una pratica particolarmente indicata per rimuovere depositi di muco dalle corde vocali e rilassarle. Si può utilizzare in fase di riscaldamento ma anche in fase di defaticamento vocale.

Esso è un registro vocale vero e proprio e riguarda le frequenze più gravi della voce umana. In foniatria è definito “Meccanismo M0” ed è caratterizzato da corde vocali particolarmente corte, morbide e spesse che rendono il suono dell’aria “scoppiettante”.

Puoi realizzarlo pensando ad un suono molto grave e profondo producendo  una sorta di crepitio/scricchiolio con la voce. Fry in inglese significa appunto “friggere”!

6. LA "SIRENA"

Sono dei vocalizzi che si eseguono attraverso un glissando ascendente/discendente e viceversa, che va a coprire gran parte dell’estensione vocale (in genere due ottave).

Per realizzarli puoi utilizzare il lip roll/tongue trill oppure le vocali: preferibilmente la “I” o la “U” in quanto posizionate anteriormente quindi più adatte ad aiutarti nei passaggi di registro. Cerca di eseguirli lentamente in modo da garantire una transizione sciolta ed omogenea.

Queste tipologie di esercizi, infatti, favoriscono il miscelamento tra registro di petto e registro di testa permettendo quindi l’utilizzo della cosiddetta voce “mista” allentando le tensioni muscolari che potrebbero innescarsi in fase di passaggio.

7. VOCALIZZI CON SILLABE E VOCALI (MA, MO, LA, O, A ecc)

Sono vocalizzi che procedono per gradi congiunti a partire dalle note del parlato, quindi della zona “comoda”, estendendosi gradualmente verso le note più acute e viceversa.

Si possono realizzare in diverse modalità: intonando scale, arpeggi o brevi sequenze melodiche. Procedi per semitoni cercando di mantenere la percezione del suono “in avanti”.

Non forzare mai la voce, né per quanto riguarda l’estensione, né per quanto concerne il volume del suono. Cerca di scaldarla in modo graduale, senza spingere o creare tensioni.

Un consiglio: Se sei un principiante inizia con intervalli piccoli di seconda o di terza per poi allargarli (quinte, ottave, none) man mano che acquisisci padronanza della tua voce.

8. IL PICCHIETTATO

Come suggerisce il nome stesso, questa tipologia di vocalizzi si esegue “saltellando” sulle note, ovvero effettuando degli staccati generalmente su arpeggi più o meno estesi.

Essi permettono di produrre suoni puliti e pieni e agiscono sull’attivazione muscolare delle corde vocali.

Vanno eseguiti in modo fluido e “leggero” facendo attenzione all’attacco  del  suono che non deve essere duro. Per fare ciò puoi pensare di produrre, o produrre sul serio, una “H” aspirata un attimo prima dell’attacco del suono.

Questo ti aiuterà ad “ammorbidire” effettivamente gli attacchi ed eseguire l’esercizio correttamente.

9. LA ZANZARA

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Questo è un esercizio molto indicato per attivare le corde vocali da una situazione di “torpore”, come per esempio la mattina appena svegli. Puoi utilizzarlo in abbinamento al vocal fry o al lip roll/tongue trill.

Non devi far altro che pronunciare una “zzzzzzzz” prolungata imitando appunto il ronzio di una zanzara.

Con questo suono puoi eseguire una nota fissa, ma anche  glissati o altri segmenti melodici. A mio avviso è molto utile anche per allenare la respirazione costo-diaframmatica e percepirne i meccanismi muscolari del sostegno.

10. LA MESSA IN VOCE

In questo caso andrai ad eseguire e sostenere un suono lavorando sull’intensità dello sesso creando l’effetto di crescendo e diminuendo. Opererai quindi un controllo DINAMICO della voce dal pianissimo (pp) al fortissimo (ff) e viceversa.

Non è semplice da realizzare in quanto dovrai coordinare in modo adeguato i meccanismi laringei con il flusso espiratorio ovvero la pressione dell’aria durante l’emissione della nota.

Puoi esercitarti inizialmente sulle vocali anteriori (“I”, “U”) e in seguito con le altre (cambiandole poi anche durante la stessa emissione) cercando di rendere il suono fluido e ben proiettati “in avanti”.

nota

Tutti gli esercizi appena descritti sono tra quelli più utilizzati per il riscaldamento vocale. Tuttavia ve ne sono molti altri che possono essere eseguiti per i medesimi scopi o per lavorare specificatamente su altri aspetti particolari della vocalità.

Addentrarsi nello specifico analizzandoli tutti sarebbe troppo complesso e laborioso e ci allontanerebbe dal fuoco del nostro discorso. 

In questa sede il mio scopo è quello di farti riflettere sull’importanza  del riscaldamento vocale in base alle sue funzioni generali e agli effetti benefici che esso comporta se eseguito correttamente.

Ad ogni modo se desideri che venga approfondito più specificatamente uno degli esercizi qui sopra citati, scrivimelo in un commento in modo che io possa preparare un articolo più dettagliato su quell’argomento.

Per quanto tempo devo riscaldare la voce?

La risposta a questa domanda è: DIPENDE.

Cosa significa questo? Significa che il tempo da dedicare al riscaldamento vocale deve essere proporzionale alla durata della performance. Mi spiego meglio:

Se dovrai cantare un’unica canzone o comunque pochi brani, la parte dedicata al riscaldamento potrà essere più lunga (anche 20 – 30 minuti).

Se invece la tua esibizione sarà prolungata, allora potranno bastare pochi minuti ben fatti (5 – 10 minuti).

Inoltre se ti trovi in uno stato di malattia o abbassamento vocale dovuto a qualche infezione delle vie aeree, l’ideale sarebbe il riposo. Tuttavia, se devi comunque esibirti, dovresti riscaldare e defaticare bene la voce in modo tale da non creare ulteriori danni.

Quando?

Puoi farlo alla mattina, per “risvegliare” le corde vocali e prepararle gradualmente al loro lavoro, prima di studiare o prima di una performance, ciò dipende anche molto dal tuo “stato” giornaliero:

  • se hai riposato adeguatamente durante la notte, 
  • se sei stanco o affaticato, 
  • il tuo stato di salute,
  • Se soffri di reflusso.
  • Ecc.

Ciò che ti consiglio è di trovare un momento della giornata che sia dedicato esclusivamente a questa pratica, che deve essere fatta nel modo più corretto e funzionale possibile, non frettolosamente!

Cerca di farla diventare parte integrante della tua routine, come pettinarsi o lavarsi i denti, vedrai che con il passare del tempo il riscaldamento vocale diventerà un passaggio essenziale della tua giornata!

Per oggi è tutto! Se hai delle domande o vuoi esprimere il tuo parere sull’argomento lascia un commento qui in basso, sarò lieta di risponderti al più presto! 

Ti lascio anche i link del video correlato e della puntata del podcast in cui parlo di riscaldamento vocale.

CIAO ALLA PROSSIMA!

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